Il Cantone investa un miliardo per le strade. Provocazione? Macché, proposta concreta! In Ticino siamo indietro di 30 anni

La proposta shock di Piero Marchesi: “Il Cantone investa un miliardo per le strade. Provocazione? Macché, proposta concreta! In Ticino siamo indietro di 30 anni”
Il presidente dell’UDC spiega il suo progetto: “Più traffico, più strade? Non sono d’accordo. Bisogna investire su tutti i vettori del trasporto. L’immigrazione di massa ha prodotto una crescita che ha fatto collassare il sistema viario. I costi? È il momento ideale per gli investimenti” (Intervista di Liberatv.ch)

LUGANO – Un miliardo di investimenti nella mobilità privata. È questa la proposta shock lanciata da Piero Marchesi nelle scorse settimane in un’intervista al Corriere del Ticino. Secondo il presidente dell’UDC questo maxi credito dovrebbe servire a finanziare l’esecuzione urgente di tutte le opere stradali nelle varie regioni del Ticino. Solo una provocazione? Niente affatto. Marchesi rivendica la sua idea come una proposta concreta e realizzabile. Tanto che il gruppo dell’UDC in Gran Consiglio, prossimamente, presenterà un atto parlamentare per aprire la discussione. In questa intervista abbiamo cercato di capirne di più.

Marchesi, vuole asfaltare il Ticino?

“Assolutamente no! La nostra proposta è assolutamente realistica ed è motivata dalla realtà dei fatti. Qui si tratta semplicemente di decidere se vogliamo risolvere i problemi o se vogliamo continuare a prenderci in giro. Negli ultimi 10 anni in Ticino abbiamo avuto, grazie a un’immigrazione incontrollata, 30’000 residenti in più e oltre 30’000 frontalieri in più. Questa crescita di 60’000 persone ha inevitabilmente portato la situazione viaria al collasso. A pagarne le conseguenze sono i cittadini, le piccole imprese, gli artigiani (che hanno gli operai in colonna al posto che dai clienti), il turismo. Solo chi mette il paraocchi non vede il problema. Dobbiamo assolutamente investire in opere che consentano di fluidificare il traffico”.

Un ecologista – anche con posizioni non radicali e contrarie all’immigrazione di massa – le risponderebbe con un’equazione: più strade, più traffico.

“Non sono d’accordo. Io sono favorevole al trasporto pubblico e agli investimenti in questo settore. Sostengo anche i progetti di mobilità aziendale e quelli a favore della mobilità lenta come ad esempio le piste ciclabili. Il problema è che lo Stato in questi anni ha investito in ogni vettore del trasporto, tranne che in quello della mobilità privata. E così siamo rimasti indietro di 30 anni”.

Ma investire un miliardo in opere stradali non sarebbe una mossa in aperta contraddizione con il cambio di mentalità che il Cantone sta cercando di inculcare nei cittadini, ovvero disincentivare l’uso dell’automobile?

“No. Il Cantone, giustamente, continuerà a disincentivare l’uso dell’automobile laddove vi sono alternative valide e convenienti. Ma non tutti i ticinesi possono utilizzare il mezzo pubblico per lavoro o per gli spostamenti della quotidianità. Da questo punto di vista il trasporto pubblico non è ancora concorrenziale, non tanto in termini economici, quanto dal punto di vista degli orari e della possibilità di raggiungere le varie regioni del Cantone. Ribadisco: il problema della mobilità va affrontato a tutti i livelli. E per farlo è necessario investire su tutti i vettori. Il Ticino ha perso attrattivi anche per causa del traffico”.

Le finanze cantonali potrebbero sopportare un investimento di tale portata?

“Il nostro debito pubblico è piuttosto alto, supera i 2 miliardi. Ma, a mio avviso, il problema non è tanto il debito quanto da quali fattori viene generato. Se, come avvenuto negli ultimi anni, aumenta a causa della spesa, è negativo. Se invece cresce per via di investimenti a vantaggio della comunità, ecco che si tratta di un valore aggiunto. Inoltre, in questo periodo storico, il denaro per gli enti pubblici è a costo zero. Non sappiamo se sarà così anche in futuro. E quindi, a maggior ragione, ci sono le condizioni ideali per fare degli investimenti senza poi dover pagare gli interessi sui finanziamenti”.

Per concludere. Quali opere vorrebbe finanziare con questo miliardo?

“In parte opere già in cantiere che però vanno spinte per accorciare i tempi. Penso ad esempio al semisvincolo di Bellinzona. Per quanto riguarda il Malcantone sembra che con la circonvallazione finalmente ci siamo con mia grande soddisfazione, ma per la continuazione fino al valico di Ponte Tresa non ci sono i soldi. Infine penso a tutte quelle opere che le varie regioni del Ticino aspettano da anni”.